La festa - una marea rossazzurra ha attraversato la città cantando e ballando
"Con il cuore e l'onestà siamo giunti in serie A"
CATANIA - C'è una festa a Catania e sono tutti invitati. Ventitrè anni per prepararla, un pomeriggio e una notte per viverla. Delirio rossazzurro. Dal Massimino alla periferia, dal centro storico ai paesi limitrofi. In migliaia per le strade della città. Oggi come nell'83, ai tempi degli spareggi dell'Olimpico. Allora fu uno 0-0 con la Cremonese ad aprire le porte della massimo campionato, stavolta è una vittoria per 2-1 sull'Albinoleffe. L'approdo è identico. Si torna in A.
Piazza Duomo è il cuore pulsante delle celebrazioni. Bandiere, sciarpe, copricapi, travestimenti e accostamenti improbabili, il campionario completo che la fantasia di un tifoso può produrre in questi casi. [...]
di Alberto Cigalini
Trionfale conclusione di una stagione magica: rossazzurri in A
Bello, bellissimo, anzi Catania
E' il successo di umiltà e collettivo
Una città intera in festa, la gioia dopo la matematica certezza della "riconquista" della Serie A è incommensurabile, inimmaginabile. Sarà stato perchè nessuno ha regalato qualcosa al Catania, che ha dovuto soffrire sino all'ultima giornata di campionato per festeggiare, ma di solito c'è più gusto a farlo, il trionfo finale ha un sapore tutto particolare, non vuoi più finire di gioire e di divertirti. Un successo meriato, questo del Catania, rispetto a tutte le avversarie di questa serie B, tutto sommato Atalanta compresa.
Non può essere un caso vincere nove volte in trasferta, sommare 78 punti finale - un anno fa per andare in A all'Empoli, secondo in classifica, ne bastarono 74 - avere la migliore differenza reti del campionato ma, soprattutto, un telatio che ha voluto puntare più che sulla forza del singolo, sulla bontà del collettivo: sono tutti numeri che illuminano il cammino dei rossazzurri, al di là dei meriti, appunto, individuali. [...]
di Michele Tosto
Trionfale conclusione di una stagione magica: rossazzurri in A
Bello, bellissimo, anzi Catania
In serie A con la vittoria... Del Core
Per il Catania è la A... Del Core. Vince il popolo rossazzurro, che trascina letteralmente la squadra, decide lui l'Umberto barese con una rete rocambolesca (e all'andata fu pure così, a Bergamo, con l'Albinoleffe), ma stavolta il gol di Del Core è qualcosa che entra nella storia del calcio catanese, perchè vale un trionfo atteso da tanto, troppo tempo.
Non è stato facile avere ragione di un Albinoleffe che ha tentato in tutti modi di prendersi qualcosa che potesse magari portarlo sulla strada della salvezza, ma in quello stadio tutto rossazzurro non c'era spazio se non per il trionfo rossazzurro.
Si chiedeva la vittoria a Marino e i suoi per rintuzzare l'assalto finale a distanza del Torino e, quando nervosismo e un pizzico di stanchezza sembrano prendere il sopravvento, ecco il pubblico del "Massimino" svegliare e spingere la squadra al di là di ogni ostacolo. [...]
di Gianfranco Troina
Vittoria con un guizzo Del Core
Vantaggio con Spinesi, ma gli ospiti riescono a pareggiare. Nella ripresa al 7' il gol-partita
Un pallone che al minuto 7 del secondo tempo scivola lemme lemme verso la porta dell'Albinoleffe, dopo un tocchetto decisivo e dispettoso di Umberto Del Core appena entrato. Lento, quel pallone, accompagnato e spinto con gli occhi dai tifosi rossazzurri, spinto sino in fondo. Il gol della Serie A conquistata trattenendo il fiato sino all'ultima giornata, non poteva che essere qualcosa del genere, rocambolsco, un pò strano, magari anche apparentemente casuale lì, per lì, per la curiosa dinamica dell'azione, del tiro. E del gol.
Così il Catania ha battutto l'Albinoleffe, il Torino, lo spauracchio dei play off, il caldo, la stanchezza, lo stress, gli opinionisti, andando trionfalmente incontro alla storia. L'ultima è stata una partita come doveva e come poteva essere, nè più nè meno. Davanti a ventiduemila spettatori che han fatto spettacolo da soli, che hanno emozionato, che anno segnato, che si sono visti pareggiare la partita e, poi, sono andati a vincerla. [...]
di Andrea Lodato
Lo scenario
Che la festa sia una traino per la città
Ubriachiamoci di vino buono, la Serie A che inebria e stordisce. Godiamoci la festa, che mette insieme giovani e anziani, quartieri alti e periferie. Immaginiamoci di tutto, anche Cassano in rossazzurro trascinato al Cibali dalla fidanzata catanese, chissà, stanca di paella e nostalgica di ricotta salata, un pò come Sheva che andrà a Londra strappato al Milan dalle voglie della moglie anglofona. E saltelliamo fino a sfinacarci, clacsoniamo fino a restare con la batteria a terra, tuffiamoci anche in un pozzanghera.
Smaltita questa sbornia, però, si smetta di sognare e di ripensare agli anni d'oro di Marcoccio e Di Bella. Piuttosto, si cominci a lavorare perchè non si ripeta l'errore di ventitrè anni fa, quando il miraggio di grandeur rossazzurra svanì così presto da far diventare un incubo quella stagione targata Massimino e Di Marzio. [...]
di Antonello Piraneo
Spinesi va in gol il pari lombardo l'urlo di Del Core
E alla fine la gioia liberatoria dei tifosi che invadono il terreno di gioco dello stadio Massimino: è la serie A
Partita alle 15? Sì, forse, ma non per quelli che sono allo stadio Massimino, quelli che volevano vivere un pimeriggio di festa per brindare alla grande conquista della serie A. Bandiere, striscioni e trombe la fanno da padrone già un'ora prima dall'inizio del match. Un match che il Catania cerca di indirizzare subito verso la strada giusta, con le buone o con le cattive.
I primi interventi, in effetti, sono più che decisi e, dopo neanche quattro giri di lancette, è Fabio Caserta a finire sul cartellino giallo del signor Farina per una trattenuta su Iacopino.
Poi, nel breve volgere di qualche secondo, le due squadre reclamano ciascuna un calcio di rigore. Il primo, apparso inesistente, lo chiede Bonazzi per un presunto mani di Silvestri; il secondo, certamente più evidente, lo invoca Mascara per una manina galeotta di Minelli, scalato a chiudere sul "Superpippo" di Caltagirone. [...]
di Concetto Mannisi
Tutti bravi
Caserta e Mascara decisivi, anzi di più
E Umberto Del Core si regala un finale da sogno
7 Pantanelli. E' il secondo portiere-capitano promosso nella storia del calcio catanese. Prima di lui toccò a Roberto Sorrentino trionfare all'Olimpico il 25 giugno 1983. Per lui un successo particolare visto che è torinese d'origine. Ieri è stata una giornata difficile in cui ha dovuto sbrigarsela con autorità specie su quei cross insidiosi dell'Albinoleffe. Sorpreso dal pallonetto di Russo, ma non c'era molto da fare. Poi ha giocato, opportunamente, a rallentare il gioco. C'era la A da conquistare.
7 Silvestri. La sua esperienza è stata una delle qualità più importanti per la difesa del Catania in tutto il campionato. Ieri ha peccato d'ingenuità quando ha permesso quella ripartenza all'Albinoleffe da cui è scaturito l'1-1, ma poi s'è ripagato ampiamente con un paio di interessanti folate sulla destra e l'ottimo senso di posizione nel chiudere le possibili avanzata della squadra di Mondonico. [...]
di Gianfranco Troina
Felicità Marino. "Dopo Mantova la nostra svolta"
"Una sconfitta pesante ci ha aiutato a reagire: avevamo mezzi e predisposizione mentale"
Ipnotizzato sul cerchio del centrocampo, per una ventina di minuti, ha passato in rassegna ogni settore, ogni angolo delle tribune. Marino cura i particolari. Ma li cerca, soprattutto. Anche lui, che deve mantenere la calma e la deve "trasmettere" ai suoi, lo spettacolo di colori diventava imperdibile.
Lontano dal clima partita, un'ora prima del fischio d'inizio, il ragazzo partito da Masala alla ricerca di un sogno impossibile, si è fermato. Ha rivissuto le azioni più importanti deal sua carriera da calciatore, come il lancio per Vincenzino Del Vecchio che, arrivando a rimorchio, bucava la barriera umana dell'Astrea, ai tempi dell C2. Ha provato a giocare in anticipo anche la sfida più importante, quella che, di lì a poco, avrebbe consegnato al Catania il passaporto per il Paradiso.
Marino fermo lì, in mezzo a quel fazzoletto di terra che ventimila persone avrebbero voluto calpescare con le scarpine inchiodate. Marino, l'uomo in camicia che avrebbe voluto giocarla, questa sfida, anche con la pancetta che, sì, a un allenatore è permessa. [...]
di Giovanni Finocchiaro
Pulvirenti. "Palermo, eccoci"
"Prepariamoci ad assistere al derby esaltanti con la squadra rosanero"
La felicità per un'impresa sognata da mesi gliela si legge in volto. E pure nell'abbigliamento: niente giacca e cravatta che fa tanto... super presidente, niente sigaro da smozzicare e niente completi blu di una certa eleganza, con pantaloni tagliati a misura e stretti alla caviglia. Nino Pulvirenti, primo dirigente e primo tifoso della società rossazzurra, si presenta in sala stampa trafelato come forse non lo si era mai visto: maglietta bianca, con su impressa una "A" rossa e azzurra che non ha bisogno di essere spiegata e commentata, capelli impastati di acqua, gel e, probabilmente, champagne. E' qui la festa?
"Altrochè - racconta Pulvirenti - abbiamo conquistato un risultato di grande valore. C'eravamo prefissi di tagliare il traguardo in tre anni, invece, alla fine, ne sono bastati soltanto due. Significa che siamo stati bravi tutti e che tutti ci siamo meritati questa festa". [...]
di Concetto Mannisi
In campo e sugli spalti sull'asse Catania-Torino
Sberleffo al Toro per 27 minuti in A
Il duello a distanza. Granata in vantaggio, Catania idem ma raggiunto al 40': infine Del Core zittisce il Delle Alpi
Per ventisette minuti, dal 40' del primo, passando dall'intervallo e fino al gol del 2 a 1 di Del Core, segnato al 7' della ripresa, il Torino ha avuto il privilegio di sentirsi in serie A, direttamente e senza passare dagli spareggi. Poi tutto è tornato al suo posto, come la lgica del campioanto e della ratio, suggerivano. Il Catania ha vinto, ha superato l'Albinoleffe e ha conquistato la serie A senza passare dalle forche caudine dei play off. Li giocherà, a proposito tanti auguri, proprio il Torino, che ha chiuso la stagione regolare al terzo posto, che ci ha provato e forse anche sperato fino all'ultima giornata, ma che non può sentirsi certo beffato, o depauperato dalla conferma del secondo posto in classifica degli etnei.
E' finito così il lungo duello a distanza, giocato anche sui nervi, oltre che sul campo, tra rossazzuri e granata. Non sono mancate le polemiche, qualche stilla di veleno e tante parole, alcune gettate al vento, in questi due mesi di testa a testa. Gli ultimi novanta minuti, quelli decisivi, si sono giocati sull'asse Catania-Torino, tra il Massimino e il Delle Alpi. Pomeriggio degno di una stagione lunga, stressante e faticosa. [...]
di Orazio Provini
Il super tifoso
E anche all'ultima il vicino mi cazziò
Esco di casa leggermente in anticipo, voglio godermi ogni istante di questa ultima partita di campionato. Tiro fuori dal garage il motorino, dal baueltto esco il casco e la sciarpa rossazzurra, da uno scaffale una di quelle trombe nautiche che avevo spacciato a mia moglie per obbligatorie e da portare in macchina insieme al triangolo ed al giubbotto giallo. Era arrivato il momento di dargli fiato! Uno sguardo all'oroglio, sono in perfetto orario, allo stadio i cancelli saranno aperti a mezzogiorno e sono ancora le... dieci, c'è tempo anche per il caffè.
Al bar ho perso solo un'ora per percorrere i tre passi che dividono la cassa dal bancone, ma il barman voleva farmi sapere il suo punto di vista: il Catania, i giocatori e la dirigenza, i giornali e i giornalisti, le tramissioni televisive e gli ospiti, e non ultimo sulla possibilità di trovare dei neuroni non "granata" nelle teste di Sala e Fascetti. [...]
di Gino Astorina
Fabio "Massimo" Gladiatore
Ancora una volta Caserta è stato l'umile e decisivo trascinatore del gruppo
Tocca ripetersi. E quante volte s'è scritto già e si è riscrfitto che 'sto ragazzo di Melito Porto Salvo, calabrese tosto e testardo che non se ne fa passare in campo, è stato un autentico trascinatore, degno di assimilazione tra i grandi protagonisti? Detto e ridetto, ma Fabio Caserta è in questo giorno di onori diffusi e spalmati su tutto l'universo rossazzurro, ancora una volta il giocatore che va glorificato. Perchè arriva sugli altari pur essendo partito dalle retrovie.
Caserta Fabio, ovvero un faticatore di metà campo, quello tipo una vita da mediano, uno che arriva a Catania nel 2004, anno primo dell'era Pulvirenti e chi controlla la carta d'identità del giocatore storce il naso.
Perchè il ragazzo ha esordito nel Cnd, dalle sue parti a Locri. Ha giocato in C2 il primo vero anno da calciatore, 29 partite con un gol nientemeno che col Pergocrema. Poi l'Igea Virtus, in C2, in quattro anni 115 partite e 20 gol. Vi sembra roba da Catania. No, naturalmente. [...]
di Andrea Lodato
L'intervista
"Una gioia così è indescrivibile vivo un sogno"
Fabio Caserta, scelga lei le parole.
"Non le trovo".
Indescrivibile.
"Esatto, indescrivibile".
Il Catania è in serie A.
"E' il giorno più bello della mia carriera".
Il Catania è in serie A e Caserta è uno dei protagonisti.
"Pazzesco. Tutti i bambini sognano un giorno di arrivare in serie A. A me è successo davvero".
Della serie: chi l'avrebbe mai detto.
"Già. Ma non occorre tornare ai tempi dell'infanzia. Solo qualche anno fa, quando giocavo a Barcellona Pozzo di Gotto con l'Igea Virtus, non avrei mai pensato di poter raggiungere un traguardo simile".
E invece è successo. E con pieno merito. Il suo è stato un campionato da protagonista assoluto.
"Grazie. Sono felicissimo della mia stagione. Ho avuto la fortuna di giocare in una squadra splendida". [...]
di Alberto Cigalini
Del Core: "Ho preso un cartellino giallo mai così gradito..."
"Dopo il gol per la gioia non ho capito più niente"
Uno, nessuno, ventimila. L'appuntamento con la storia è per l'ottavo minuto della ripresa della partita con l'Albinoleffe. Siamo sull'uno pari, al Catania serve un gol. Percussione centrale, palla morbida di Caserta.
Del Core è lì, più rapido di tutti. Da solo. Libero quanto basta per calciare in porta. Due tocchi. Il primo per mettere fuori causa Ginestra e aprirsi lo specchio della porta. Non c'è più nessuno a ostruirgli la via della rete. Il secondo per finire l'opera. Sono in ventimila, tanti i quanti gli spettatori presenti, a spingere quella palla in fondo al sacco.
Ventitrè anni in un attimo. L'attimo fuggente, che Umberto Del Core coglie al volo: "Dopo il gol non ho capito più niente", racconta. C'è da credergli. La corsa perdifiato, l'abbraccio dei compagni, l'ammonizione dopo l'esultanza: "Ci stava, ma che importa. E' il cartellino giallo più gradito della mia vita". [...]
di Alberto Cigalini
Sottil, il secondo hurrà
Andrea Sottil sfodera gli occhiali dasole. E' già in vacanza: meritatissima, visto che il difensore centrale è alla sua seconda promozione di fila in serie A: "Ho vissuto, ad alto regime, due campionati infiniti. L'ho sempre detto: bisognava aver pazienza, restare concentrati. La partita contro l'Albinoleffe non era semplice da gestire. Gli avversari, lo sapevamo da un pò, avevano numeri ed ambizion per tentare il colpo gobbo. Invece ci siamo distinti, come sempre. In difesa siamo stati abili negli anticipi. L'attacco ha completato l'opera, con il supporto del nostro centrocampo. Ecco perchè la vittoria è di tutti. Nessuno escluso". Il futuro? Sottil dovrebbe rimanere.
di G.F.
Protagonisti. Il centrocampista torna a parlare ufficialmente dopo un lungo periodo
Baiocco spezza l'incantesimo
"Vincere con questa maglia ha più valore". Mascara rilancia: "Il mio futuro è ancora qui"
Davide Baiocco, con un mantello rosso fuoco, mantiene la promessa: "Siamo in Serie A, eccomi a vostra disposizione". Parla, il centrocampista rossazzurro, dopo mesi di silenzio assoluto. Ostinato, quasi ostentato. Sbattuto in faccia a chi osava criticare il Catania. Parla, adesso, Baiocco. A ruota libera: "Alla fine del primo tempo - ammette - ci tremavano le gambe. Abbiamo avuto anche un pò di paura. Avevamo beccato il gol del pareggio. Immeritato, certo. Ma bisognava reagire. Ci siamo ricompattati immediatamente".
Il gol di Del Core: una liberazione.
"Meritato, cercato. Il Catania ha vinto senza rubare nulla".
La svolta?
"La sconfitta di Mantova. Sono uscito dal campo furente. A dir poco. E lì, in quel momento, ho cominciato il silenzio stampa. Ce l'avevo col mondo. Sapevo che il Catania avrebbe potuto disputare un campionato all'avanguardia. A promozione. Tutti i buoni propositi si sono trasformati in realtà. Splendida realtà". [...]
di Giovanni Finocchiaro
Spinesi, uomo dei record. "Il futuro? Vorrei restare"
Il cappello del jocker (indovinate i colori?) indossato con orgolio, la battuta pronta. E' uno Spinesi da record. Di gol, di simpatia. Di sincerità.
Cominciamo dalla sincerità: la cercano il Napoli e altre società cadette. La danno in partenza in Inghilterra, in Spagna...
"Io sarei felice di restare. Anzi, voglio giocare in serie A, con la maglia del Catania".
Passiamo ai gol: il ventitreesimo della sua carriera è anche il più importante della stagione.
"Importante, ovvio. Ma non rinnego gli altri. Figuriamoci. Ho sempre privilegiato il risultato finale".
Non possiamo lamentarci.
"E' una serie A meritata".
A dispetto di quel che hanno detto a Torino.
"Io credo che entro un paio di giorni, il nostro preparatore atletico, prof. Petralia, faxerà in sede granata il programma di preparazione per igli spareggi. Ci davano per finiti, ci consideravano stanchi. E adesso cos'hanno da dire?".
La svolta del campionato?
"A Trieste, a Pescara. Le sei vittorie consecutive ci hanno permesso di completare la rimonta e di piazzarci in zona promozione". [...]
di G. Fin.
L'urlo dei 23 mila: campioni
Al triplice fischio, il fiume rossazzurro si riversa in campo: abbracci e lacrime
Un urlo interminabile, profondo, assordante, che comincia prima del triplice fischio conclusivo, s'ingigantisce a dismisura quando il signor Farina da Novi Ligure alza le braccia al cielo a indicare che è finita, trasformadosi in un coro tanto intenso da far vibrare gli spalti dell"Angelo Massimino": "A-A-A...". La frenesia, tenuta stretta per un intero campionato, schizza fuori dall'animo dei 23 mila che assiepavano gli spalti dello stadio, e un fiume in piena, un fiume colorato solo di rosso e di azzurro, emerge dalle grandi porte di plexiglass delle barriere di protezione e si riversa incontenibile sul campo di gioco. E' finita, finalmente: soffrendo, sudando, giocando, il Catania ha vinto pure la sua ultima battaglia contro l'Albinoleffe e, dopo 23 anni, è tornato a staccare il biglietto di prima classe per la A.
E' qui la festa e siete tutti invitati: urlano gli innamorati pazzi dell'undici rossazzurro. Giovani, meno giovani, ragazzi e ragazze; tutti accomunati da una passione che è cresciuta nel tempo, fino a diventare amore vero. [...]
di Alfio Di Marco
Signore e signori, è qui la festa
Dalla preparazione di sabato notte all'esplosione di domenica con l'invasione pacifica delle strade
Da brividi. Dalla preparazione alla domenica del trionfo, dalle strade, ai vicoli, dai quartieri allo stadio. Persino "un cuore in inverno", uno di quelli freddi che non hanno accesso alle emozioni, non poteva restare gelido, non poteva non farsi trascinare nella sana follia da tifo rossazzurro. Cominciata ancora nel cuore della notte di sabato, quando chi vive di Catania non riusciva a prendere sonno, proseguita domenica mattina, quando tutta la città ha aperto gli occhi e ancora sognava.
Come sempre aspettando la parte finale di questa lunga rincorsa, il taglio del traguardo, sono stati i preliminari a scatenare la fantasia, ad eccitare Catania e i catanesi. E' sembrata scattare una gara, una allegra competizione tra rioni, dal cuore della città a quell'hinterland che è popolato da catanesi e affini.
Poi allo stadio, alle 13, praticamente, la festa è già cominciata. Le coreografie sono state preparate con cura ed amore. Può esserci migliore combinazione? Lo vedi, lo senti, lo avverti nell'aria. La festa comincia subito e non finisce più. In mezzo c'è la partita, che non è una semplice prassi, non esageriamo, ma che, in fondo, interrompe solo per 90' la follia collettiva. [...]
di Andrea Lodato
Tutti per strada con i cuori "in rossazzurro"
Da via Etnea a Librino è un gioire senza precedenti. Anche gli extracomunitari esultano
Il cagnolino bardato "rossazzurro" abbaia in segno di esultanza sulle braccia dell'anziana padroncina, un vecchietto si sorregge su un bastone da passeggio colorato per l'occasione tutto "rossazzurro", una coppia sfreccia su una Lancia Y10 verniciata "rossazzurra" e poi le bandiere, gli striscioni, le sciarpe, i cappelli e c'è anche chi resta in slip o reggiseno "rigorosamente" in "rossazzurro".
Da mattina a notte inoltrata ogni angolo della città, dal cuore pulsante dell'ineguagliabile via Etnea al maxi quartiere e periferico di Librino, brilla di quel "rossazzurro" che torna a coloare dopo 22 anni la serie A. E' l'apoteosi per Catania dove la festa riesce ancora meglio di quella dell'ormai lontano 26 giugno 1983 perchè la conquista stavolta avviene tra le mura della città, tra il calore dei suoi tanti figli e figlie. Nessuno escluso! Perchè già all'uscita di casa la signora dell'edicola, la ragazza del panificio o la banconista non hanno tra le mani il solito settimanale per aggiornarsi sul "calvario" di Anna Falchi che ha il suo amato Stefano Ricucci dietro le sbarre o su Paola Barale che finalmente sembra aver mandato a quel paese l'avventuriero Raz Degan. Stavolta si cerca la pagina, anzi le pagine del Catania per sapere tutto sugli impareggiabili protagonisti "rossazzurri". [...]
di Giovanni Tomasello
Jessica, 13 anni
All'ospedale Cannizzaro una ragazzina diventa la capotifosa dei degenti
Aveva acquistato il biglietto per tempo, ma alla fine ho dovuto regalare a malincuore perchè un brutto incidente mentre a inizio settimana era sul Vspone con lo zio, l'ha costretta in un letto del reparto di chirurgia d'urgenza dell'ospedale Cannizzaro. Proprio non ci voleva per Jessica, 13 anni, supertifosa del Catania che comunque non ha rinunciato a seguire i rossazzurri anche grazie all'aiuto della nonna che le ha portato una piccola televisione portatile fin davanti il suo lettuccio.
E così la ragazzina si è potuta trasformare in una vera capotifosa dell'ospedale dove fra l'altro numerosi sono stati i degenti che hanno trepidato per i rossazzurri. [...]
di G. Tom.
La marea rossazzurra travolge tutti
Una domenica intensa per i catanesi tra riti in chiesa, seggi elettorali e stranezze
E' la domenica più intensa dei catanesi, appassionatamente rossazzurri, divisi tra la Serie A, i seggi elettorali e le chiese. Insomma, è una città nel pallone. E in una domenica così "bestiale", si può fare davvero di tutto.
A pochi metri dallo stadio "Angelo Massimino", si è appena conclusa la celebrazione della messa nella Chiesa di Santa Maria di Gesù, quando esplode la festa. I venti bambini che hanno appena ricevuto il sacramento delal prima comunione non possono fare a meno di essere coinvolti dalle carovane di gioia, di macchine colorate, di coreografie tra le più strane e bizzarre. Un vero e proprio fiume in piena li investe. E' tra una foto e l'altra, tra un regalo e un augurio dei parenti, i bambini chiedono ai genitori di essere immortalati con una bandiera rossazzurra. Loretta e Davide, i genitori della piccola Giulia, filmano i momenti più belli. "Per noi è una doppia festa. E' impossibile non avvertire il contrasto tra la festa del Catania e il rito religioso. All'uscita della chiesa sia mo stati coinvolti gioco forza in questo fiume di passione. Siamo doppiamente felici". [...]
di Nunzio Currenti
La storia di cinque trionfi
Dal treno fermo a Giarre alla grande festa di ieri
Catania in festa, nella lunga vicenda delle cinque promozioni in serie A e delle ripetute scalate alla B: ma resa nel ricordo, assolutamente ineguagliato, il tripudio che accolse la prima formazione promossa nella massima serie, il primo giugno del '54.
La squadra allora affidata a Piero Andreoli aveva disputato l'ultima gara di B a Valdagno, col "pass" per la serie A già matematicamente in tasca: affrontò il lungo viaggio di rientro, per ferrovia, il lunedì e toccò la Sicilia (questi i tempi di allora) soltanto l'indomani mattina. Solo che a Giarre fu letteralmente prevelata dal treno e imbarcata su auto scoperte che in corteo lo portarono fino a Catania, in piazza Duomo, gremita di folla, sautra d'entusiasmo. Tutto il tragitto, del resto, era stato una continua acclamazione, accompagnata dalla marcia dell'Aida. [...]
di Luigi Prestinenza
Urlo strozzato per due ore
Al mare, ai seggi, in piazza. Dalle 15 alle 17: pomeriggio con vista sulla serie A
CATANIA. In giro per Catania. Nel giorno del Catania. Dalle 15 alle 17. Scooter, taccuino e macchina fotografica. Senza radiolina. Volutamente all'oscuro di tutto quello che nel frattempo succede al "Massimino". Diario di un pomeriggio con vista sulla serie A. Facendo parlare i luoghi, le persone, le emozioni. Attraversando due ore in cui si condensano 23 anni d'attesa.
S. Giovanni Li Cuti: 14.55. La spiaggia nera si tinge di rossazzurro. Sole e tuffi non sono quelli di sempre. E nemmeno i frequentatori. Parola di playboy. "Ci sono molte donne da sole", confessa Alberto Maccarrone, studente di 27 anni, incapace di nascondere un ghigno di compiacimento. A mezzogiorno gli uomini erano già allo stadio e loro qui: all'inizio un pò incavolate, ma poi, col passare del tempo, sempre più disponibili a fare amicizia". [...]
di Mario Barresi
La storia
"Io, ultras doc imprigionato dalle elezioni"
Questa è la storia di Francesco. Per gli amici Ciccio. Trent'anni all'anagrafe, sedici in curva. A tifare Catania. Trasferte comprese. Quelle buie e tempestose della C2, tra gioie e dolori. Fino a domenica scorsa, a Lecce. "C'ero anch'io. A piangere per i due morti, a soffrire per i mitici colori rossazzurri. Speravo di festeggiare la serie A e invece...". E invece il sogno di Ciccio s'è infranto con un destro di Abbruscato. Che ha tenuto in gioco le speranze del Torino. Rovinando i programmi di Ciccio. Con l'abbonamento della Nord in tasca. E una nomina della corte d'Appello nel cassetto: presidente di seggio per le Reginali, in una sezione Catanese che teniamo nascosta per garantire la privacy nello spoglio odierno. Notti insonni e un dubbio amletico: "Rifiutare, perdendo i soli e rischiando di uscire dal giro delle future nomine? Oppure disertare la partita che aspettavo da una vita? Alla fine - ammette a denti stretti - ho scelto di non andare allo stadio. Forse me ne pentirò, ma era la cosa giusta. Ho vissuto una domenica da prigioniero delle elezioni, ma mi rifarò l'anno prossimo. Ma adesso fatemi chiudere il seggio, non vedo l'ora di raggiungere gli altri in piazza".
di MA.B.
"Lo stadio sarà più grande"
Il sindaco Scapagnini: "Aumenteremo la capienza del Massimino"
"Fino ad oggi, non avevo voluto dire nulla per scaramanzia, ma adesso non riesco più a trattenermi: sì, l'anno prossimo il Catania giocherà in serie A in questo stadio che sarà più grande e più bello di adesso. Grazie alle nuove tecnologie, la capienza sarà aumentata di alcune migliaia di posti. L'amministrazione comunale è già pronta a mettere in campo tutti i progetti necessari, mentre lavorerà anche per il nuovo impianto sportivo": accalorato, la sciarpa rossazzurra stretta al collo, il sindaco Umberto Scapagnini urla la sua gioia sugli spalti del "Massimino".
La partita è appena finita, il Catania, dopo 23 anni, è di nuovo in serie A "e meritatamente - aggiunge il primo cittadino etneo -. E senza l'aiuto di nessuno. Questa promozione ce la siamo sudata fino all'ultimo. Una conquista sofferta e per questo motivo ancora più bella. Sono felice come sindaco, come catanese, come tifoso. Un pensiero a chi non c'è più: questo trionfo va dedicato ai nostri fratelli che la scorsa settimana hanno perso la vita durante la trasferta di Lecce". [...]
di Alfio Di Marco
Passato e futuro
Marcoccio "Non mollare mai l'orgoglio"
Ci vorranno forza, impegno, determinazione e passione per superare i sei anni di gloriosa serie A del presidente Ignazio Marcoccio. Non sono pochi sei anni (1960-66, allenatore Carmelo Di Bella), come non sono molti se vogliamo paragonarli a una grande città. Ma per non restare nella media dei presidenti passati come Giuseppe Rizzo, il primo che portò i rossazzurri nella massima serie (1953-54, allenatore Piero Andreoli); di Angelo Massimino (1969-70, allenatore Egizio Rubino), (1982-83, allenatore Gianni Di Marzio), che resistettero nella massima serie soltanto un campionato, Pulvirenti dovrà mettere in campo tutte le risorse possibili.
Marcoccio, 93 anni in piena forma e presidente ad honorem di questo Catania, è stato il presidentissimo per eccellenza perchè alla sua serie A diede un lustro incredibile. Il Catania era temuto e rispettato (chi ha dimenticato le famose partenze a razzo che facevano sbandare qualsiasi avversario?), soprattutto dalle grandi società come Juve, Inter e Milan, alle quali diede anche delle batoste, che ancor oggi bruciano, facendo loro perdere anche scudetti. [...]
di Nino Urzì
Una città un colore: rossazzurro
La pazza notte dei tifosi catanesi
A vincere sono stati i giocatori in campo. Gli undici di Marino. Diventati gli idoli di un intero popolo, quello catanese. Ma a rivendicare lo scettro dei festeggiamenti sono stati loro... i tifosi rossazzurri. Hanno invaso strade, piazze, interi quartieri. Anche le fontane sono state prese di mira dai più scatenati.
In piazza Palestro un simpatico ragazzino ha sfidato le temperature dell'acqua e i rimproveri della mamma, gettandosi tra gli schizzi della fonte. Nel cuore pulsante della città, a San Cristoforo, i padroni delle strade erano i centauri di bandiere muniti. Le strisce pedonali da bianche sono diventate rosse e azzurre. Sul manto stradale la segnaletica orizzontale ha assunto le forme di colorati elefanti, enorme lettere alfabetiche inneggianti al simbolo della promozione. [...]
di Eva Spampinato
Curiosità "Marca Liotru"
I senegalesi con la maglia di Spinesi e un pensiero a quei tifosi scomparsi
La città è dipinta, colorata, tappezzata di rossazzurro. Per strada anziani, donne, bambini, la passione per il Catania coinvolge tutti. Il traffico è paralizzato. In viale Vittorio Veneto, in via Raffaello Sanzio, gli ambulanti con sciarpe, bandiere, cappelli, magliette rigorosamente rossazzurre sono presi d'assalto. C'è chi riprende tutto con telecamere e telefonini di ultima generazione. Il coro "chi non salta è rosanero è" diventa trionfa nella "hit parade" di Corso Italia. Sembra di essere in Curva Nord. Qualcuno si arrampica sui tetti degli autobus fermi nel traffico. C'è anche un gruppo di senegalesi tutti con la maglietta di Jonatha Spinesi: il loro idolo, il bomber che a suon di gol ci ha riportato in serie A, intonano a ritmo di jambè, il mitico "Alè alè vulcano".
In piazza Rosolino Pilo c'è una grande striscione con un'ascensore disegnato con la scritta: "C'è chi sale e chi scende" (il riferimento è ai cugini messinesi). Anche a San Gregorio si fa festa: via Umberto e piazza Margherita sembano la succursale del "Massimino". Davide, Tuccio, Carmelo e Andrea, hanno preparato una grande A di cartone e uno striscione con su scritto "Voliamo in A per toccarvi in cielo" dedicato a tutti i tifosi rossazzurri scomparsi.
di Andrea Rapisarda
Il commento del tecnico De Biasi
"Onore ai rossazzurri, grande torneo"
TORINO. 3-0 alla Cremonese e sogni promozione ancora una volta rimandati ai playoff. A distanza di dodici mesi il Toro torna a giocarsi il proprio futuro e la massima serie negli spareggi post stagione regolare.
L'anno scorso i granata eliminarono l'Ascoli prima di battere il Perugia. Poi la società di Cimminelli annegò nei debiti e la A sfumò a favore proprio dei marchigiani. Oggi, dal punto di vista societario, la situazione è completamente diversa: ci sono le basi per costruire un grande futuro e per questo i granata affronteranno i prossimo playoff con il morale alto e la certezza di potersi riprendere la massima serie conquistata già l'anno scorso sul campo ma poi perduta per motivi che con il calcio giocato hanno poco da spartire. Insomma, può essere finalmente l'anno buono e stavolta senza sgradite sorprese. [...]
Toro, l'illusione dura poco
I granata travolgono la Cremonese ma alla fine si rassegnano ai playoff
TORINO. Saranno i play-off a decidre in quale campionato giocherà il Torino la prossima stagione. La netta vittoria (3-0) contro la Cremonese non è infatti servita a superare il Catania, che battendo l'Albinoleffe ha conservato il secondo posto e la serie A diretta.
Aspettando il primo spareggio di giovedì contro il Cesena, sesto classificato grazie alla vittoria sul Verona, quella del Delle Alpi è stata comunque una festa per i granata, che per alcuni minuti hanno riassaporato l'emozione del assimo campionato. [...]
di R.S.
Il presidente del Palermo
Zamparini: "Il Catania ha meritato la serie A"
PALERMO. "Sono felice per la promozione del Catania, quella rossazzurra è la migliore squadra di serie B e ha meritato la A". Così il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, saluta l'arrivo nella massima categoria dei "cugini" ed eterni rivali dei "suoi" rosanero. "Tutta la Sicilia deve essere felice per questa promozione - ha dichiarato Zamparini -, io non vedo il Catania come una squadra rivale e sono felice che gli etnei siano tornati in A dopo tanto tempo. Adesso ci aspettano due grandi derby, per il Palermo saranno due partite molto impegnative e spero anche belle, ma quello che veramente conta, quel che mi interessa di più, è che tra le due tifoserie non ci siano incidenti". [...]
E già c'è aria di derby vero
In A Catania e Palermo si sono affrontate solo 4 volte: è sempre finita pari
Il Catania torna in A e si ricomincia a respirare l'aria del derby di Sicilia. Quello vero, quello contro i rivali storici del Palermo. Le due squadre si sono già affrontate in Serie A per quattro volte nella storia, ma ciascuna sfida non è riuscita a esprimere alcun vincitore.
La storia comincia il 17 settembe 1961, nell'allora stadio Cibali, dove le due squadre chiudono il primo match in serie A senza segnare reti. L'arbitro Grignani di Milano fischia molto, la partita è spezzetata e non molto spettacolare, ma lo 0-0 fa comodo a entrambe le squadre. Nel ritorno, il 21 gennaio dell'anno dopo, si registra un altro 0-0: il Palermo, che è presieduto da Casimiro Vizzini, a fine campionato si piazzerà all'ottavo posto (questo, per decenni, è stato il miglior piazzamento della sua storia), mentre il Catania sarà solo undicesimo. Lo scudetto va al Milan che, l'anno dopo, vincerà anche la sua prima Coppa dei Campioni, nello stadio londinese di Wembley, contro il Benfica di Eusebio. [...]
di Adolfo Fantaccini
L'intervista
Baudo: Catania, il volto pulito del calcio
I segreti. "La forza della società è la trasparenza. Quello della squadra è la mentalità vincente. Avanti così"
Pippo Baudo: adesso tutti s'affretteranno a dire che anche la città dovrà essere all'altezza della Serie A...
"Già, ma Catania rispetto alla promozione del 1983 è cambiata. Oggi è più vivibile, offre di più anche sotto l'aspetto culturale e certamente più al passo con l'Europa".
Quale significato si può dare a una promozione attesa da 23 anni?
"Un significato molto più importante di quanto possano testimoniare un campionato, una squadra e una tifoseria. Oggi c'è più voglia e soprattutto bisogno di un calcio pulito. Quasi un'esigenza dopo le ultime vicende legate allo scandalo. Ecco, Catania offre un'immagine pulita, un'immagine sana del mondo del pallone, la spontaneità della sua gente, il calore e i colori sono unici e genuini, così come i sorrisi dei catanesi. Tutti ingredienti in cui il calcio italiano ha bisogno. Dal Sud il messaggio è forte".
Arrivare in serie A dopo tanta attesa e trovare questo sconquasso, non è il massimo della vita.
"Già. Ma non toglie nulla all'impresa del Catania. Certo, arrivare nella massima serie e sapere che probabilmente non ci sarà la Juve e che altre grosse società rischiano la retrocessione o la penalizzazione, non è entusiasmante, sotto il profilo sportivo. Poco male, vorrà dire che aspetteremo la risalita dalla Juve...".
di Umberto Teghini
L'arcivescovo
Mons. Gristina "Una felicità condivisa"
L'arcivescovo metropolita di Catania, mons. Salvatore Gristina, ha voluto condividere con i catanesi la loro felicità per la promozione in A della squadra rossazzurra. "Ho seguito con molta simpatia, specie negli ultimi tempi, le vicende del Catania. Mi fa piacere sapere di questo salto prestigioso di categoria che dovrà, però, servire alla città per migliorarsi sempre, per trovare nuovi stimoli e sentimenti più nobili. Catania ha grandi tradizioni, indubbie risorse che dovranno avere un riscontro alto e significativi". [...]
di Nino Urzì
Promossa la città che cambia
Non è una città nel pallone, sa di meritare questo sogno del grande calcio, e ora gioisce con canti e cortei, ma anche con un sentimento di orgoglio: forse non ve ne siete accorti, ma questa città straordinaria sembra avviata verso una nuova primavera e la promozione rappresenta un'altra spinta per il futuro.
I tazebao del Cibali esprmono i sentimenti puliti e forti di una tifoseria, la stessa che si è riversata festosta sul campo dopo la conquista "pulita e onesta". Allo stadio erano più di ventimila, uno spettacolo emozionante che ti riempiva gli occhi di colori e di lacrime per chi riesce ancora a commuoversi. Dopo il sofferto fischio finale, almeno la metà degli spettatori è scesa giù ad abbracciare i giocatori, ad abbracciarsi tra loro, a ballare, a cantare, a gridare, a piangere. Il campo non c'èra più, c'era solo la gente in festa che occupava tutti gli spazi. [...]
di Tony Zermo
Vittoria thrilling sull'Albinoleffe e trionfo
Catania che festa
Catania promosso in serie A dopo quasi 23 anni. La vittoria thrilling sull'Albinoleffe ha permesso ai rossazzurri di restare al secondo posto in classifica e di guadagnarsi la promozione diretta. In vantaggio con Spinesi e raggiunti, i rossazzurri hanno poi trovato la zampata vincente di Del Core e sono riusciti a controllare la gara nel finale sostenuti da un pubblico straordinario. Al fischio finale s'è scatenata la grande festa che è andata avanti per tutta la notte.